Cambio euro/dollaro il 10/3/2010: 1.3610 Variazione rispetto al giorno precedente: 0.39% (1.3557)
Scost. ad un anno: 6.47%
Scost. da inizio anno: -5.41%
2008-12-22 - Ampi movimenti nei cambi hanno caratterizzato i mercati nell’ultimo mese. In sole quattro settimane da venerdì 28 Novembre a venerdì scorso, 19 Dicembre il cambio euro dollaro è passato da 1.2727 a 1,394 e il cambio euro sterlina da 0,8299 a 0,9287. Il rafforzamento dell’euro è dovuto principalmente al rifiuto della Germania di affiancarsi alle altre principali nazioni industriali negli interventi di spesa pubblica di stimolo alla ripresa economica. Personalità di vertice in seno al governo tedesco hanno persino accusato di “follia” gli esponenti britannici per le decisioni di intervento pubblico e le imponenti manovre di spesa messe in atto in Gran Bretagna. D’altra parte la Germania mantiene un invidiabile primato tra le principali economie occidentali: un surplus nella bilancia commerciale verso l’estero di 250 miliardi di euro all’anno. Surplus che molti Paesi occidentali in testa Stati Uniti, Inghilterra e Francia avrebbero voluto si tramutassero in parte ( 100 miliardi all’anno circa ) in spesa da parte del governo tedesco a sostegno della crescita complessiva dell’economia mondiale. Una sorta di passaggio del testimone da parte di chi aveva tirato la volata negli ultimi 15 anni anche per effetto di un forte indebitamento alla crescita mondiale, a chi, la Germania, di questa crescita si era sempre avvantaggiata. Ma ovviamente le opinioni e le teorie economiche quando sono in gioco interessi di questa portata hanno un valore relativo. Le conseguenze di fatto al rifiuto tedesco sono state in primo luogo la “svalutazione” de facto di dollaro e sterlina nei confronti dell’euro e la parallela discesa della valuta cinese lo Yuan che dal 28 Nov al 19 Dic è passata da 8,69 a 9,54, di fatto agganciandosi al dollaro. In questo scenario mentre tutte le principali economie occidentali si gioveranno per il crollo delle materie prime, in primo luogo del petrolio, i tre grandi paesi esportatori dell’area euro Germania, Italia e Francia potrebbero subire le conseguenze sui mercati internazionali dell’andamento del cambio. In ogni caso il rafforzamento dell’euro anche per le pesanti iniziative prese dal governo americano con il parallelo intervento sui tassi e le decisioni di spesa, dovrebbe consolidarsi nei prossimi mesi. Salvo ovviamente ulteriori interventi della BCE e dei governi europei.