Cambio euro/dollaro il 14/6/2013: 1.3303 Variazione rispetto al giorno precedente: -0.09% (1.3315)
Scost. ad un anno: 5.99%
Scost. da inizio anno: 0.31%
2012-05-16 - La notizia che ha dominato la giornata di ieri è stata che a causa delle difficoltà incontrate per formare un nuovo governo le elezioni in Grecia saranno con tutta probabilità ripetute nel prossimo mese di Giugno. La notizia ha trascinato al ribasso tutte le principali borse del continente in una mezzora di drammatico “vuoto pneumatico”. Contraccolpo negativo anche sulla piazza di Milano con la borsa pesantemente in calo e lo spread Btp-Bund a 440 punti. Anche il Fondo Monetario Internazionale appare rassegnato e definisca un’”opzione” l’uscita della Grecia dall’Euro. Oggi Conferenza stampa congiunta di Mario Monti e del FMI nel quale il premier dichiara di “non aver mai usato la parola austerità”, perché “non era il nostro obiettivo”. “Un Paese che era sull’orlo del precipizio aveva bisogno di consolidare i conti pubblici” ha proseguito. (ANSA). Durante la conferenza stampa a Roma il direttore per l’Europa del FMI Reza Moghadam ha spiegato che “ l’Italia è veramente in modello” nel panorama europeo “per quanto ha fatto in questi mesi sul fronte delle riforme”. Facile ironia sarebbe evidenziare come il famigerato “SPREAD” viaggiando in questi giorni oltre quota 400, sia da orlo del precipizio( almeno questo si leggeva sui giornali qualche mese fa), ma evidentemente la memoria è corta e i precipizi si spostano in base al momento e alle esigenze. Vorremmo però sottolineare che, a parte il clima di nervosismo che si respira tra i vertici della politica e degli organismi internazionali, la vera notizia rimane ancora un quadro economico europeo che è sempre più deteriorato e che non presenta, al momento, segnali di inversione positivi. Basta leggere i dati diffusi dall’ISTAT a livello nazionale e dell’EUROSTAT a livello europeo che si susseguono ogni mese. Sembra un bollettino di guerra: Stima preliminare del PIL primo trimestre 2012 -0,8% sul trimestre precedente e -1,3% sul primo trimestre 2011. (ISTAT). Produzione industriale: -5,8% sia Marzo 2012 rispetto a Marzo 2011 che nel trimestre. (ISTAT). Settore costruzioni riduzione del -9,2% rispetto allo stesso mese del 2011 e nel trimestre -12,4% rispetto al 2011.(ISTAT) Tasso di disoccupazione a Marzo al 9,8% con un aumento del 1,7% rispetto all’anno precedente (ISTAT). Che sia elevato il livello di tensione tra le figure che si muovono ai vertici lo si evince anche dalla convocazione da parte della Consob dei rappresentanti dell’agenzia Moody’s dopo l’annuncio da parte dell’agenzia di un taglio di rating di 26 istituti di credito italiani. La convocazione segue un pesante comunicato dell’ABI, l’associazione delle banche italiane, che definisce “irresponsabile, incomprensibile, ingiustificabile il giudizio di Moodys sulle banche italiane”. In particolare si accusa l’istituto di rating statunitense di aver inserito la manovra Monti tra le cause del peggioramento delle prospettive di crescita. E’ noto come negli Stati Uniti si guardi con un certo scetticismo alla cura individuata da Bruxelles e applicata in Italia dal Governo Monti. Anche il presidente Obama si è espresso solo pochi giorni fa in modo abbastanza pesante accusando i governi europei di non aver fatto abbastanza per sanare la crisi. Sicuramente l’agenzia Moody’s non è un simposio di angioletti ma non potendo evidentemente “sparare su Obama” non si capisce perché perdere tempo litigando con Moody’s, invece che cercare correttivi qualora non cambi la situazione. Sono interrogativi che i cosiddetti “mercati” in genere osservatori molto attenti, si pongono in questi casi. Interessante comunque il gioco di squadra tra l’ABI l’associazione delle Banche Italiane, la Consob e la Banca d’Italia, in particolare l’ABI nel suo comunicato parla espressamente di salvaguardia degli interessi nazionali. Questa è una tendenza che comincia a delinearsi sempre più in Europa a livello periferico. Da segnalare a questo proposito la nazionalizzazione di Bankia il quarto istituto bancario spagnolo. Dopo aver ottenuto le dimissioni dell’amministratore delegato Rodrigo Rato, ex ministro dell’economia per il governo Aznar e direttore del Fondo Monetario Internazionale, il governo spagnolo di Mariano Rajoy ha deciso la nazionalizzazione di quella che è la prima banca per correntisti del paese. La decisione segue di pochi giorni l’incontro a Barcellona tra la delegazione della BCE con alla testa Mario Draghi e la compagine finanziaria del governo spagnolo di Mariano Rajoy, nella quale la banca centrale europea chiedeva quello che da tempo chiedono i mercati, cioè un intervento nel settore bancario. L’intervento in effetti c’è stato anche se forse non perfettamente in linea con le ricette del Fondo Monetario Internazionale e della BCE. Comunque il governo spagnolo, forte di un recente mandato elettorale, ha fatto a sorpresa una mossa che evidentemente ritiene possa meglio tutelare l’interesse nazionale, nazionalizzando la banca tramite il Frob un ente appositamente costituito per il consolidamento del sistema bancario. Tutte le banche spagnole sono state contestualmente chiamare ad un pesante sforzo di rafforzamento patrimoniale. Qualora non fossero in grado di farlo, interverrebbe il Frob( Ente di Stato), acquisendo quote azionarie. Il governo spagnolo non parla di aiuto di stato ma di buon investimento in prospettiva. Sono comunque segnali che indicano come nei cosiddetti “paesi periferici” comincino a delinearsi politiche economiche di autodifesa pianificate e realizzate a livello nazionale. Tendenza da non sottovalutare in prospettiva. Avevamo già sottolineato come i mesi estivi sarebbero stati pesanti per quanto riguarda la situazione europea, mentre a fine anno l’attenzione dovrebbe spostarsi sui mercati nordamericani a causa del venir meno degli stimoli all’economia del governo Obama e dell’insieme di detrazioni fiscali del governo Bush prorogate anche da Obama. Vedremo come si svilupperà la situazione nei prossimi giorni.