Cambio euro/dollaro il 17/5/2013: 1.2853 Variazione rispetto al giorno precedente: -0.29% (1.2890)
Scost. ad un anno: 1.35%
Scost. da inizio anno: -3.08%
2012-06-30 - La notizia della istituzione di uno speciale “scudo anti spread” data in chiusura dell’euromeeting ha galvanizzato i mercati e portato ad un recupero di un 2% dell’euro sul dollaro. Il messaggio di fondo è che si sia deciso di intervenire in modo sistemico per garantire il finanziamento e ridurre contestualmente il costo del debito pubblico per i paesi periferici dell’eurozona. L’ESM “Meccanismo europeo di Stabilità”, potrà intervenire acquistando titoli sia sul mercato primario che su quello secondario tramite la BCE ( non disponendo di competenza specifica ) che utilizzerà a sua volta come braccio operativo le vecchie Banche Centrali, che decideranno le quantità ed i tempi di intervento. Nel caso dell’Italia sarà pertanto eventualmente la Banca d’Italia ad operare fisicamente gli acquisti, su mandato della BCE ed indicazione quantitativa da parte dell’ESM. Dal punto di vista tecnico la possibilità di intervenire sul mercato primario, cioè direttamente in asta, tramite le singole banche centrali dovrebbe sicuramente migliorare i risultati riducendo anche i costi dell’intervento. Permangono i dubbi relativi al fatto che gli interventi dovranno essere richiesti dai singoli stati in difficoltà, passare dal vaglio dell’ESM, per poi diventare operativi. In pratica non si tratterebbe di automatismi. Altro problema potrebbero essere le risorse, non essendo la “potenza di fuoco” dell’ESM illimitata come quella della BCE. D’altra parte non potendo operare la BCE sul mercato primario per i veti della Germania, gli acquisti sul mercato secondario hanno potuto solo arginare non invertire la tendenza dello spread. Infatti la BCE pur avendo acquistato, negli ultimi due anni, oltre 200 miliardi di debito pubblico da Grecia, Portogallo, Irlanda, e poi Spagna e Italia i risultati sull’andamento delle aste sono stati relativi. Si è assistito purtroppo, almeno per i paesi periferici, ad un progressivo aumento del costo di indebitamento contrapposto ad una progressiva riduzione del costo dell’indebitamento per la Germania. Non si deve dimenticare che la Germania è il paese dell’eurogruppo con il debito pubblico ( 2.000 miliardi di € ) in valore assoluto più alto in Europa ( ed in valore percentuale sul PIL più alto della Spagna ). Ma godendo della cosiddetta “fiducia dei mercati” la Germania ha visto ridurre nell’ultimo anno del 50% il tasso medio di interesse sullo stock del suo debito ( dal 3,5% all’1,7% riferito al titolo decennale). Questo produrrà un risparmio netto al bilancio tedesco nel prossimo decennio, mentre al contrario i paesi cosiddetti periferici dovranno pagare alti tassi di interesse ( visto l’andamento delle ultime aste ) per gli anni a venire. Questo è stato in sostanza il risultato dell’aumento dello spread ( differenza di tasso ). Visto da un osservatore esterno sembrerebbero che siano prevalsi fino ad oggi non solo gli interessi nazionali ma anche, con il gioco dei veti incrociati, uno spirito antagonistico del “tanto peggio tanto meglio” più adatto allo spirito dei tifosi dopo una partita di calcio, che a chi deve decidere il destino di popoli e famiglie, alle prese con i bisogni ed i problemi di ogni giorno. D’altra parte, a stigmatizzare la gravità della situazione, solo pochi giorni fa il consiglio dei ministri italiano aveva deliberato un intervento complessivo da 4 miliardi di euro a favore del Monte dei Paschi di Siena. Si è trattato di fatto di una nazionalizzazione visto che in borsa la banca non vale più di 2,5 miliardi. L’intervento dello stato dovrebbe essere, a differenza della tanto stigmatizzata ( in sede europea ) nazionalizzazione di Bankia da parte del governo spagnolo, “eccezionale e temporaneo” e solo per consentire alla banca di raggiungere il coefficiente patrimoniale richiesto dalle normative europee. Se la situazione è questa, il mercato non può che vedere positivamente il risultato del vertice. Rimarrà da vedere quale partita giocheranno nei prossimo mesi i principali attori in campo e se prevarranno di nuovo i veti incrociati. Senza contare che se abbiamo messo una pezza alla tenuta finanziaria, è tutto da vedere se si riuscirà finalmente a spezzare il ciclo economico recessivo. In ogni caso, rispetto alla vigilia del vertice, qualche spiraglio si inizia ad intravedere.