Cambio euro/dollaro il 14/6/2013: 1.3303 Variazione rispetto al giorno precedente: -0.09% (1.3315)
Scost. ad un anno: 5.99%
Scost. da inizio anno: 0.31%
2012-07-30 - Le carenze decisionali della politica fanno emergere le uniche figure tecniche in grado di intervenire in modo concreto, reale e tempestivo sui mercati. Mario Draghi, presidente della BCE durante una conferenza stampa si è detto deciso non solo a difendere l’euro, ma anche a far si che nessun paese dell’euro-gruppo abbandoni la moneta comunitaria. In particolare ha definito inimmaginabile l’uscita della Grecia dall’euro. Questo è bastato ad innescare una decisa reazione dei mercati che hanno invertito il trend del cambio eurodollaro. Se nei prossimi giorni la tendenza dovesse consolidarsi anche il segnale tecnico del mese di luglio potrebbe rappresentare una tipica figura di inversione. In particolar modo se si superasse quota 1,24, traguardo non irraggiungibile dal momento che venerdì scorso in chiusura il cambio ha superato anche quota 1,235, il segnale di inversione sarebbe particolarmente forte. Di buon auspicio anche l’incontro tra Draghi e il segretario al tesoro USA Geithner che dovrebbe avvenire la prossima settimana e che potrebbe anticipare nuove iniziative “non convenzionali” della BCE questa volta con molta probabilità coordinate con l’altra sponda dell’atlantico. Un intervento congiunto BCE-FED avrebbe sicuramente un grosso impatto sui mercati. La prossima settimana sarà pertanto decisiva sia per la definizione degli interventi concreti che per l’andamento delle trattative politiche che renderanno operativi tali provvedimenti. Sembra infatti che alla BCE sarà data luce verde solo se i governi saranno disposti ad attivare le risorse dei fondi “salva Stati”. Ma l’attivazione sottintende dei meccanismi che a loro volta prevedono delle condizioni che devono essere rispettate dagli Stati che ne beneficiano. In particolare Spagna ed Italia rischiano pertanto di essere di fatto messe sotto tutela. Forse per questo motivo la Spagna, il paese il cui debito pubblico è stato messo maggiormente sotto stress la settimana scorsa, non ha ancora chiesto l’attivazione del programma. Sembra che si stia trattando in queste ore per rendere il meccanismo di sorveglianza più morbido. Vedremo se i mercati attenderanno le decisioni dei politici e quali impatti potranno avere i meccanismi di sorveglianza sulla crescita economica dei paesi messi sotto tutela nei prossimi anni. Le parole di Draghi infatti hanno solo comprato tempo, se alle parole non seguiranno i fatti la situazione potrebbe evolversi in modo diametralmente opposto a quanto accaduto venerdì sui mercati.