Cambio euro/dollaro il 24/5/2013: 1.2939 Variazione rispetto al giorno precedente: 0.40% (1.2888)
Scost. ad un anno: 3.04%
Scost. da inizio anno: -2.44%
2012-08-03 - La prima delusione della settimana era stata giovedì il mancato intervento da parte della FED che, pur avendo lasciato i tassi di interesse ad un minimo storico, tra lo 0 e lo 0,25%, non ha annunciato nessun nuovo intervento di QE. Il chairman della FED Bernanke non ha, almeno per il momento, deciso di intervenire con un nuovo programma di stimoli monetari. Le decisioni in questo senso sono rimandate a Settembre anche se Bernanke ha affermato che non vi sarà da parte della FED nessun cambiamento alla politica monetaria fino al 2014. A questa prima delusione si è aggiunta la seconda pesante delusione per le parole di Mario Draghi che al termine della riunione del board della BCE di venerdì ha affermato di essere stato male interpretato. In particolare l’aver affermato che avrebbe fatto tutto il possibile per preservare l’euro non significava la sua intenzione di riprendere gli acquisti di titoli di stato e tanto meno che intendeva dotare il fondo salva stati di una licenza bancaria. Essendo proprio questo che i mercati si attendevano da lui, la delusione delle attese ha fatto crollare i mercati azionari europei trascinati al ribasso dai titoli bancari e un veloce ritracciamento del cambio euro dollaro sotto quota 1,22. Significativo anche il calo delle principali materie prime con il gas naturale in ribasso del -2%. Sintomo evidente che il mercato vede non solo la prospettiva di turbative sui mercati valutari e obbligazionari ma anche scenari di deterioramento ulteriore nell’economia reale. Una espansione delle dinamiche recessive che già attanagliano l’Europa, sono il vero timore che aleggia sui mercati.